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Visualizza la versione completa : G 41 duv 43


ziomanno
19-06-2010, 13.54.25
Tempo fa si è discusso del fucile semiauto G 41; vorrei proporvi il mio, marcato duv 43 e quindi prodotto dalla Berlin Lubecker Maschinenfabrik. In base al blocco matricolare ("e") si può desumerne la fabbricazione attorno alla fine del 1943/inizi del '44: questo tenendo conto che gli ultimi esemplari di G 41 prodotti dalla BLM (totale circa 100.000 pezzi) furono consegnati alla Wehrmacht nel marzo del '44 (blocco "h"), mentre già la stessa ditta aveva messo in produzione i G 43.

ziomanno
19-06-2010, 14.09.29
Questa è la vista d'insieme del fucile; sembra più lungo di quanto non sia in realtà: supera il K98k di appena 2 cm. Il peso è poi superiore di circa 1 Kg, anche a causa della presenza dei meccanismi necessari all'azione semiautomatica. Inoltre, la loro collocazione ne sposta il baricentro parecchio in avanti, e quindi la sensazione generale è quella di un'arma pesante, ingombrante e poco maneggevole.

ziomanno
19-06-2010, 14.29.12
Il G 41 nasce da un progetto studiato prima dell'invasione della Russia nel giugno '41, ma accelerato da questo evento: nelle prime fasi dell'operazione Barbarossa i vertici della Wehrmacht si resero infatti conto che il nemico era equipaggiato con armi semiautomatiche (soprattutto SVT 40), mentre l'invincibile esercito tedesco, tutto sommato, combatteva ancora con armi individuali progettualmente precedenti alla prima guerra mondiale. Nacquero così due distinti modelli di fucile semiautomatico: quello proposto da Mauser (G 41 M) e quello suggerito da Walther (G 41 W, poi prodotto anche dalla BLM), che differivano principalmente nel sistema di chiusura. Il primo era eccezionale da un punto di vista puramente meccanico (praticamente un'orologio svizzero!), ma poco adatto ad un uso pratico in battaglia; il secondo era decisamente più compatibile con una guerra mondiale, soprattutto se combattuta in climi ostili come quello del fronte orientale. Qui si vede il gruppo otturatore tipo Walther del mio G 41, in apertura.

ziomanno
19-06-2010, 14.39.36
Vista dal retro dei "comandi": la levetta orizzontale è quella della sicura, qui in posizione di sparo; subito sopra c'è il pulsante per la rimozione del gruppo portaotturatore, copriazione ed otturatore. Il pulsante sulla sinistra della manetta d'armamento serve invece a mantenere tutto il gruppo nella posizione corretta per la sua rimozione dall'arma (lo si arretra ulteriormente di circa 1 cm e si preme il pulsante verso dx)

ziomanno
19-06-2010, 14.46.06
Qui si vede il gruppo copriazione, portaotturatore ed otturatore separato dall'arma. Notare la posizione verso dx del pulsante che blocca tutto il gruppo nella posizione necessaria per la rimozione.

ziomanno
19-06-2010, 14.57.20
Questo è l'azione completamente smontata (manca la molla di recupero). Tutte le parti interne sono matricolate ad elettropenna, ad eccezione del percussore. Questo tipo di azione, a differenza di quello proposto da Mauser, funzionava egregiamente, e fu quindi mantenuto sul successivo G 43 con poche e marginali modifiche.

ziomanno
19-06-2010, 15.08.40
Questo è uno dei punti deboli del progetto, il serbatoio fisso da dieci colpi, da caricarsi dall'alto con 2 lastrine standard del K98: sensibile agli urti (e conseguenti deformazioni) ed impossibile da scaricare se non azionando l'otturatore. Infatti il G 43 adotterà un caricatore prismatico amovibile, sempre da 10 colpi. Innovativo per l'epoca era invece il ricorso all'acciaio stampato, con cui è fabbricato il gruppo serbatoio/guardia del grilletto. Anche il sebatoio e la guardia riportano la matricola dell'arma.

ziomanno
19-06-2010, 15.28.06
Ed ora veniamo al sistema di recupero gas: nelle specifiche di progetto veniva specificato che la canna non doveva essere forata al fine di prelevare parte dei gas di espansione necessari al funzionamento semiauto. I progettisti ricorsero quindi al sistema Bang, che prevede un cono deflettore che trattiene parte dei gas di espansione alla volata, reindirizzandoli indietro ed azionando quindi un pistone che scorre attorno alla canna ed agisce su una lunga asta di rinvio. Questo sistema è comune al progetto Mauser ed a quello Walther. Forse è meglio qualche foto...
Qui abbiamo cono deflettore, pistone e cilindro copricanna con mirino

ziomanno
19-06-2010, 15.38.39
Ecco il sistema in posizione, ad eccezione del cilindro copricanna. Si distingue il pistone posto attorno la canna (la filettatura serve ad assicurare il cono) che agisce sull'asta di rinvio. Sotto la canna è presente il supporto per la baionetta, la stessa del K98. Sul G 43 non sarà invece prevista la possibilità di montare la baionetta.

ziomanno
19-06-2010, 15.42.26
Questa è la lunga asta di rinvio che agisce sul portaotturatore. Sul progetto mauser è posta sotto la canna anzichè sopra.

ziomanno
19-06-2010, 15.48.21
Questo è il sistema che riporta in posizione l'asta di rinvio, posto sotto la canna.

ziomanno
19-06-2010, 16.21.34
Scusandomi in anticipo per la qualità "parkinson" delle foto, vi mostro il funzionamento dell'otturatore: col portaotturatore avanzato, le alette laterali sono estese lateralmente e si inseriscono nelle fresature ricavate all'interno dell'anello di culatta, bloccando l'otturatore in posizione di chiusura

ziomanno
19-06-2010, 16.28.04
Quando invece l'asta di rinvio arretra sotto l'impulso del pistone, agendo così con moto retrogrado sul portaotturate, questo fa rientrare le alette, svincolando così l'otturatore che può scorrere all'indietro

ziomanno
19-06-2010, 16.32.44
Questo è un particolare interno dell'astina in plastica (e non Durofol, cioè resina fenolica, materiale adottato sui G 43). Si notano il logo e la sigla della manifattura (PAG), oltre al lotto di produzione

ziomanno
19-06-2010, 16.38.42
Questo è il lato dx della calciatura. Ben evidenti i marchi di accetazione con il waffenamt "214", specifico della Berlin Lubecker Maschinenfabrik. La calciatura è in laminato (ma sulle produzioni precedenti si fa ancora ricorso al noce), con l'impugnatura a pistola più accentuata rispetto al K98

ziomanno
19-06-2010, 17.03.07
Questa è invece la matricola col waffenamt 214, entrambi eccezionalmente ben conservati.
Concludendo: il G 41 (versione Walther) è un'arma di transizione, una specie di brutto anatroccolo, nato sotto la spinta degli eventi bellici che evidenziarono l'arretratezza dell'armamento individuale del fante tedesco. La fretta è cattiva consigliera, ed infatti il G 41 fu afflitto da problemi che lo portarono al rapido accantonamento, quali le dimensioni, il peso, l'alimentazione e soprattutto il sistema di recupero gas, che si dimostrò inadeguato alle condizioni imposte dal campo di battaglia (il sistema Bang, se non mantenuto correttamente e costantemente pulito e lubrificato, era poco affidabile e provocava inceppamenti). Dal G 41 deriverà il G 43, che ne eredita l'azione, mentre mutua il sistema di presa gas dell'SVT 40 sovietico: un'arma ben riuscita, ma arrivata troppo tardi.
Per un rapido paragone:
K98k prodotti = circa 14.000.000
G43 = 500.000 circa
G41 (compresi Blm e Walther) = 120.000 (al massimo, alcune fonti riportano 90.000 pezzi)

DECIMA
05-11-2010, 09.32.43
Complimenti, ottima descrizione e bel fucile!:tu1: