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Fabio RAF
07-08-2007, 22.53.05
Cinque settembre 1944 - La caduta delle ultime aquile
La morte del maresciallo Maximilian Volke e dell'Aviere scelto Burgstaller ebbe un prologo negli avvenimenti dell'agosto 1944, quando l'infelice tentativo di annessione forzata dell'ANR alla Luftwaffe (operazione Phoenix) privò le già scarse forze della Luftwaffe in italia dell'aiuto del I° e II° gruppo da Caccia dell'Anr. Ai primi di settembre, solo due gruppi (Stab JG77 e II./JG77 per complessivi circa 60 aerei) rappresentavano tutto il "patrimonio" dell'aviazione da cacccia tedesca in italia, anche loro sul punto di essere ritirati in Germania. La situazione generale del fronte italiano era, in quel periodo, tale da far presagire l'imminente abbandono di tutto il territorio a sud del Po di fronte alla imminente offensiva alleata che si sarebbe scatenata di li a poco (l'incertezza sulla effettiva tenuta del fronte perdurerà almeno fino ad ottobre), e che nelle intenzioni degli alleati avrebbe dovuto causare lo sfondamento della linea Gotica e il dilagare delle armate alleate nella pianura padana. Lo sfondamento, con le due battaglie di Rimini e del Mugello, si verificherà, ma la resistenza tedesca da una parte ed una serie di miopie politiche ed errori da parte alleata impedirà il superamento delle difese tedesche, rimandando la fine della guerra all'aprile 1945.

Nella preparazione dell'offensiva, l'aviazione alleata ebbe una parte preponderante: oltre a colpire direttamente le posizioni nemiche sul campo di battaglia, cacciabombardieri e bombardieri medi cercavano, per quanto possibile, di isolare il campo di battaglia battendo incessantemente le vie di comunicazione, per impedire l'afflusso e lo spostamento di truppe e rifornimenti e per ostacolare una eventuale ritirata. I bombardieri medi, in particolare, avevano il compito di tagliare le linee di comunicazione nei punti sensibili quali i nodi ferroviari e gli importantissimi ponti sul Po. A questa impressionante armata aerea (690 sortite il giorno 1 settembre 44 solo da parte della Desert Air Force, che "copre" l'avanzata dell'8va armata britannica sull'adriatico) non si oppongono che i 60 aerei dello Stab JG77 e II./JG77.

Corsica, mattina del 5 settembre 1944
Il sole non è si è ancora alzato che già, dai vari campi della costa est dell'isola si alza il rumore dei grossi motori Wright dei B-25. Tutto il 57th Bomb Wing oggi sarà in volo, imitato nella vicina Sardegna dai Marauder americani e francesi di Decimomannu. Lo stesso sta avvenendo sull'adriatico, nei campi della Desert Air Force, dove gli aerei della Desert Air Force si stanno preparando a colpire gli obiettivi assegnati sul fronte dell'Ottava Armata.
Sull'aeroporto ricavato fra le dune della spiaggia di Solenzara, il 446th Squadron del 321st Bombardment Group anche oggi si dividerà letteralmente in due: 6 aerei andranno a colpire un ponte a Pavia, e 9 andranno ancora una volta sul Po, a Polesella. Il ponte della ferrovia è ancora transitabile, e i tedeschi cercano di far affluire la maggior quantità possibile di rifornimenti alle loro truppe che cercano di contendere
il possesso di Rimini, e la porta della pianura padana, ai soldati del Commonwealth. Più o meno un'ora di volo li divide dal loro obiettivo.

Ghedi , stesso giorno.
Hanno la consapevolezza di essere in pochi, di essere soli, e di essere gli ultimi. Non sappiamo se c'è, da parte dei vecchi piloti della 6 Staffeln del II Gruppe dello Jagdgeschwader 77, una particolare apprensione ad andare in volo oggi. Sanno che a giorni saranno rimpatriati, perchè la situazione non lascia intravedere nulla di buono, in italia, e in ogni caso c'è bisogno di loro in patria, per cercare di fermare le incursioni alleate sulle città. L'operazione Phoenix di agosto, il tentativo tutto politico di assorbire l'ANR concordato fra il Generale Richtofen e alcuni esponenti filotedeschi dell'ANR, è fallito in modo miserabile e controproducente: gli italiani, nella stragrande maggioranza, non si sono piegati al ricatto, sono stati privati dei loro aerei, e hanno lasciato i piloti tedeschi da soli ad affrontare la supremazia aerea alleata. A pochi chilometri più a est, a Villafranca, ci sono i loro colleghi dello Stab, il Comando di Gruppo, e null'altro. Hanno buone macchine, anche se un pò sfruttate: 40 Messerschmitt Bf109G6, buoni per scontrarsi con gli onnipresenti caccia alleati, e 19 Bf109G6/U4, un pò meno maneggevoli ma armati di un potente cannone da 30 millimetri. Pochi colpi sono sufficenti ad abbattere un quadrimotore, a condizione di arrivarci abbastanza vicino...
E' il materiale umano a preoccupare: accanto ai nuovi piloti arrivati dalla Germania, a cui per tutto luglio e agosto è stato vietato di partecipare a missioni operative una volta constatata la superficialità del loro addestramento, ci sono gli Experten, gente sopravvissuta alla Russia e all'Africa, con un sacco di esperienza sulle spalle. Ossi duri che hanno imparato tutti i trucchi del mestiere, e che sanno tirare fuori il meglio dalle loro machine, ma anche gente stanca, sfiduciata. Nel loro avvenire non c'è, come per i colleghi americani, la 50ma missione, dopo la quale si ha diritto all'avvicendamento, ma c'è un'altra missione, e poi un'altra ancora, all'infinito, fino a che una ferita, uno schianto o la fine della guerra mettano fine al gioco.
Il Maresciallo Pilota Maximilian Volke è uno di loro: ha sulle spalle 37 vittorie, conquistate in Russia e in Africa. E' sopravvissuto poi alla Sicilia e alla lenta ritirata lungo lo stivale. Ha 29 anni, e forse quel giorno, mentre si infila il paracadute sulla camicia color sabbia, si sente particolarmente stanco. Nei giorni precedenti ha probabilmente volato molto e concluso poco, dovendo fare da chioccia ai piloti novellini e cercando nello stesso tempo di non farsi ammazzare. Come ha fatto migliaia di volte si arrampica nella cabina del suo aereo, un G6/U4, e ancora non sa che non ne scenderà più.
D’un tratto l’eroporto si anima, l’ordine di decollare è arrivato. I meccanici si affannano a girare la manovella dello starter, quando il grosso volano ha raggiunto un numero di giri sufficiente il pilota ingrana l’avviamento. La poca benzina che arriva al reparto non è di buona qualità e i motori si avviano tossendo e sputacchiando, mentre nuvole di fumo nero escono dagli scarichi. Bisogna decollare subito, le formazioni alleate stanno arrivando velocemente, bisogna evitare di bruciare i motori che a terra, si surriscaldano rapidamente, e bisogna fare quota, più quota dei bombardieri in arrivo e ancora più quota dei caccia che sono ovunque sulla pianura. Da Ghedi e da Villafranca si alzano gli ultimi piloti da caccia tedeschi in italia.

Dal diario storico del 446th Bombardment Squadron:
“Missione nr. 382, obiettivo Ponte ferroviario di Polesella, Italia, armamento, bombe da 1000 libbre, formazione, 9 aerei del 446th Squadron.

Il Tenente Russel guida la formazione, L’aereo guida dei sei aerei di testa non sgancia subito per un malfunzionamento. Nove aerei sganciano subito ma restano con il capoformazione che effettua un altro passaggio nel tentativo di sganciare il carico. Buona concentrazione al centro del ponte e sul lato nord. Osservati diversi colpi diretti. Contraerea pesante, moderata e non troppo accurata. Quattro Me-109 attaccano la formazione con diversi passaggi aggressivi. Un Me-109 sicuramente danneggiato è stato visto cadere fumando.”

Area di Mirandola, nello stesso momento
Veber Gulinelli ha 14 anni, è un ragazzo che, come tanti altri, ha seguito la famiglia, sfollata in campagna per sfuggire ai bombardamenti. Nel cielo della bassa modenese vede, ogni giorno, passare le formazioni alleate. I bombardieri medi vanno e vengono a quota non troppo alta, e in formazioni non troppo numerose. Quando colpiscono i ponti sul Po si sentono i colpi, quando vanno a colpire il Brennero spariscono in lontananza, ripassando al ritorno. Le grosse formazioni di quadrimotori, che dalla Puglia passano per andare in Germania, passano molto più alte, e sono così tanti che a volte il loro passaggio dura da mattino a sera, riempiendo l’aria del loro rumore e di scie bianche. Passano anche i caccia, soprattutto i thunderbolt. A quelli bisogna stare attenti, perché spesso si abbassano a mitragliare qualunque cosa si muova sulle strade.
Quel giorno Veber vede nove aerei, sono bimotori, in formazione, e volano da sud est a nord ovest. Una vista comune, non fosse che all’improvviso, un altro rumore, come macchine da cucire, si sovrappone al cupo rombo dei bombardieri. Da dietro e dall'alto, tre piccoli aerei si avventano velocissimi sparando sui bimotori, che rispondono al fuoco. E' una battaglia aerea! Le raffiche si susseguono, diventano un unico fragore indistinto quando la formazione apre il fuoco su uno dei piccoli caccia che, forse, si è avvicinato troppo al vespaio rappresentato dalle 27 mitragliatrici calibro 12.7 che proteggono la coda dei nove aerei. Tutto accade molto velocemente, non più di quattro minuti nella memoria di Veber, e tutto in modo curiosamente tranquillo, o almeno non con le apocalittiche esplosioni a cui ci hanno abituato i film di guerra. Uno sbuffo di fumo, il piccolo caccia che prosegue verso terra accellerando nella picchiata, un botto e il rumore degli aerei che sfuma in lontananza. Finito. Nel campo di via Imperiale, poco a sud di Mirandola, un buco nel terreno e pochi rottami in superfice segnano la tomba, provvisoria, del Maresciallo Maximilian Volke.
Ricerca storica di Michele Becchi

Fabio RAF
07-08-2007, 22.58.37
60 anni dopo...
Come in tanti altri casi, i resti di un aereo da guerra sono diventati strumenti di pace. I pochi rottami in superfice, portati via dalla gente del posto a rischio di gravissime sanzioni da parte dei tedeschi, sono diventati pentole, tegami, coperchi e piatti, sono serviti per aggiustare oggetti o machine agricole. Hanno provato, i tedeschi, a recuperare l'aereo e i resti del pilota, ma era finito troppo in profondità, e l'acqua di falda che riempiva la buca ha messo la parola fine ai primi tentativi di recupero, fino a che nel 2005, un gruppo di appassionati si mettono sulle tracce di questo aereo abbattuto.
Il gruppo ormai viene chiamato “ il RAF” abbrevviativo di Romagna Air Finders. Ma spiegamo ora come abbiamo iniziato le ricerche, fino al recupero.

La prima testimonianza
In un caldo giorno primaverile del 2005, Spinozzi Marcello, socio dei R.A.F. viene a conoscenza dall' amicoTassinari Ugo di Mirandola (Modena) dell' abbattimento di un velivolo, durante la 2GM e caduto nelle campagne locali. Avvertito i ricercatori, Spinozzi ci mette in contatto con il Sig. Tassinari che viene incaricato di reperire altre testimonianze utili per incominciare la ricerca e conoscere altri dettagli.
Conosciamo così il Sig.Cavicchioli Attiglio che ci conferma la caduta di un aereo e ci accompagna in prossimità del punto d' impatto. Ci troviamo così in Via Imperiale a circa 1 Km da Mirandola, il Sig. Attilio comincia a raccontare i suoi ricordi:
“Ero bambino… un giorno mi dissero che era caduto un aereo vicino a casa mia... Sapete i bambini sono curiosi ed incoscienti…Io mi recai immediatamente a vedere cos'era accaduto. Proprio qui, dove siamo ora, c'erano dei tedeschi che presidiavano la zona, vidi dei rottami in superficie pezzi di ali sparpagliate ed accartocciate un po’ dappertutto, i soldati stavano cercando di recuperare quello che si poteva, fecero anche uno scavo per tentare di recuperare il corpo del pilota, ma rinunciarono, era troppo profondo anche per i mezzi dell’epoca. Trovarono solo pochissimi resti dello sfortunato aviatore, poi la buca fu chiusa, i tedeschi piantarono sul ciglio della strada, che 60 anni fa era poco più di una carraia, un paletto di legno, non vi era alcun nome scritto sopra, ma solo una data, che ora non ricordo, e l’indicazione della caduta dell’aereo, questo paletto fu poi tolto dopo la fine della guerra, quando asfaltarono la strada”

Rimaniamo sempre affascinati dai racconti delle persone che hanno vissuto quei momenti... E' come fare un salto indietro nel tempo.
Ora, la prima cosa da fare è contattare la proprietà del fondo agricolo, presentarci e chiedere l' autorizzazione per eseguire i primi sondaggi con i nostri strumenti.
Conosciamo così la titolare, la gentilissima Armanda in Molinari, la quale si dimostra molto interessata a questa vicenda, ci autorizza a procedere con i sondaggi e ci confida che anche il marito era a conoscenza d iquel caccia abbattuto, confermando la testimonianza del Cavicchioli e aggiungendo altri utili particolari:

” Mio marito era a conoscenza di questo aereo caduto sulla nostra terra, anzi mi ricordo che mi raccontava che qualche anno dopo la fine del conflitto venne dalla Germania un signore anziano con un bambino... Questo signore ingaggiò delle persone qui del luogo per tentare di recuperare la salma del pilota, ma non si riuscì a concludere nulla, lo scavo si riempiva continuamente di acqua e fu sospeso... “

Gennaio 2006, i primi sondaggi
A Mirandola, si reca una squadra di tecnici R.A.F. Per iniziare a setacciare tutta la zona segnalata dai testimoni. Lo staff dei tecnici è composta da una decina di persone tutte munite di metaldetectors, che in formazione si mettono a sondare il terreno. I segnale non tardano ad arrivare, dopo 10 minuti gli strumenti iniziano a suonare, vengono recuperati parecchi frammenti di allumino avio, l' area viene così bonificata per non influenzare la ricerca più approfondita con il metaldetector per l' alta profondità. Questo strumento è in grado di rilevare masse metalliche a profondità notevoli (8-10 metri) I sondaggi sono positivi, viene individuata una massa metallica a circa 3 metri di profondità, l’euforia che pervade il gruppo è evidente! Concordiamo con la proprietaria del terreno la possibilità di eseguire altri sondaggi per poi iniziare il recupero. Nel frattempo, avviamo la lunga pratica burocratica per ottenere i permessi dalle autorità ed Enti interpellati come Comune, Carabinieri, Prefettura, autorità militari di competenza.

Maggio 2007, nuove testimonianze
Tra un sondaggio e un permesso, cerchiamo altre testimonianze per avere ulteriori informazioni, ci rivolgiamo anche alla Curia di competenza, che in questo caso è quella di Medolla piccolo comune alle porte di Mirandola. Il parroco è Don Davide Sighinolfi che collabora alle nostre ricerche, purtroppo non possiede alcun documento ufficiale che certifichi un decesso di un pilota tedesco in quella zona in periodo bellico. Ma, ormai coinvolto con entusiasmo nelle ricerche, Don Sighinolfi, ci comunica che tra i suoi parrocchiani più anziani, ci sono due testimoni del fatto in grado di darci qualche altra notizia e confermare l' accaduto.
Il 9 Maggio 2007 conosciamo Casali Anselmo che racconta:

“ Verso mezzogiorno vidi in cielo una formazione di aerei plurimotori disposti a freccia, saranno stati una decina circa e si stavano dirigendo da Est verso Ovest, uno degli ultimi aerei del gruppo si sganciò dalla formazione, ed è proprio in quel momento che appare un altro velivolo più piccolo e molto più veloce degli altri, vidi chiaramente come degli sbuffi di fumo su questo aereo, ed immediatamente dopo lo vidi precipitare al suolo, il luogo dove cadde il velivolo era un terreno agricolo di proprietà dei Sig MOLINARI nei pressi di Via Imperiale vicinissimo a Mirandola.
Dopo il disastro accorsero i tedeschi i quali con i pochi mezzi ha disposizione per l’epoca raccolsero poche cose, a parte le ali rimaste in superficie il resto dell’aereo con il suo pilota si era conficcato parecchio in profondità nella terra, si tentò uno scavo, si raccolse pochissimo dello sfortunato aviatore, poi si abbandonò tutto. In seguito il luogo della caduta dell’aereo fu segnalato da una specie di cippo di legno messo in prossimità della strada, questo cippo non portava alcun nome che io ricordi e fu tolto nel dopoguerra, quando rifecero la strada”

Il 22 maggio torniamo a Medolla per fare la conoscenza del Sig. Comini Gianfranco:
" Era una mattina, non ricordo bene il mese, non c'era freddo, forse Aprile o Settembre... Eravamo io con altri amici... Tre o quattro... A giocare dietro le scuole elementari di Mirandola, quando vediamo il cielo coprirsi da bombardieri alleati a gruppi di 3.
Ad un certo punto vediamo tre aerei più piccoli che si avvicinano ad un bombardiere, ed ingaggiano una battaglia; sentiamo delle raffiche di mitragliatrici e poi vediamo precipitare in picchiata uno degli aerei più piccoli, con il motore accelerato al massimo.
Corriamo con grande curiosità sul luogo dell'impatto, in Via Imperiale, e vediamo che si è creato un cratere e rottami fumanti sparsi ovunque.
Dopo di noi arrivarono dei militari tedeschi, tentarono di recuperare il relitto scavando 4... 5 metri, ma senza riuscire a portare in superficie nessun resto del pilota, quindi raccolsero quello che trovarono sparso sul terreno, purtroppo trovarono anche una mitragliatrice dell'aereo che io e i miei amici avevamo nascosto in un cespuglio, poi chiusero il buco e andarono via."

Ritorniamo verso le nostre case con un bagaglio prezioso pieno di informazioni. L' aiuto di Tassinari è fondamentale in questa operazione, aiutandoci, causa la lontananza dal luogo delle ricerche, ad organizzare incontri e spostamenti nel Comune di Mirandola e località limitrofe.

Libri e archivi, alla ricerca del pilota.
Abbiamo assimilato tantissime informazioni, ora è giunto il momento di dare un nome al pilota, di sapere chi è ancora là sotto. Tra un sondaggio e una testimonianza, indaghiamo anche in internet, potente fonte di informazioni e consultiamo i libri dedicati alla storia dell' aviazione in Italia durante la seconda guerra mondiale. Troviamo il nome di Maximilian Volke, caduto a Mirandola, nel libro “Air War Italy 1944-45" di Nick Beale - Ferdinando D'Amico - Gabriele Valentini” L' abbattimento di Volke è citato anche nei volumi
“Geschichte des Jagdgerschwaders 77 “ di Jochen Prien, dove troviamo anche una foto del pilota. Ma non essendo l' unico ad essere abbattuto quel giorno, in quella missione, manteniamo il massimo riserbo. Non siamo ancora sicuri di chi o cosa ci sia là sotto.

Fabio RAF
07-08-2007, 23.02.59
28 Giugno 2007, il prescavo
Punto d'incontro per nostri postamenti è Argenta, destinazione Mirandola.
Scopo della spedizione eseguire un prescavo, cosa estremamente utile nell’individuare l’esatta posizione del relitto dell’aereo. La colonna dei RAF è composta anche da personale della Protezione Civile di Lugo di Romagna. Presenti al prescavo abbiamo Ignazio Bologna, Simonetta Bologna, Marani Andrea, Scapoli Daniele, Stagni Gianluca, Spinozzi Marcello, Spinozzi Donato,Vergimigli Bruno, Biavati Moreno, Ferrari Mazzanti Alberto,Venturini Paolo e dal nostro presidente Leo Venieri. Alle 9 ci mettiamo in marcia.
Arriviamo a Mirandola verso le ore 11.00 , ci organizziamo subito per un ulteriore sondaggio con i metaldetector e procediamo con un prescavo sul punto memorizzato con il GPS durante i sondaggi precedenti.
Immaginiamo quante volte sia passato l’aratro in quel pezzo di terra, e quante volte siano stati mescolati con il terreno i frammenti rimasti in superficie.
Il Bob-Cat affonda la piccola benna a strati, fino ad 1 metro e mezzo di profondità, permettondoci di riportare alla luce pezzi sempre più consistenti del velivolo, parti di lamiere accartocciate con ancora il colore originale, parti della coda e altri importanti indizi.
Il materiale recuperato viene pulito ed esaminato sul posto, colore e particolari ci portano alla identificazione di velivolo tedesco, ma finché non scaveremo, non avremo mai la certezza di cosa e chi troveremo la sotto
Abbiamo stimato la massa ad una profondità di 3... 4 metri e dopo la massa, a non meno di 8 metri, una seconda massa, forse il motore. Il terreno è piuttosto sabbioso sicuramente troveremo falde acquifere.
Il recupero viene organizzato per il 7 Luglio 2007.
La ditta incaricata ad intervenire con 2 ruspe è la General Beton S.R.L di Mirandola
Gli organi civili e militari sono allertati e pronti ad intervenire.
Cronologia di Alberto Ferrari Mazzanti e Fabio Raimondi

7 Luglio 2007, il recupero
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Laringofono del pilota

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Ufficiali della AM

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I reperti sotto scorta

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Silvano Zaccari con i testimoni del fatto e proprietari del terreno

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Ruspa in azione, è stata formata una Y con in centro la massa del velivolo.

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Alcune delle tante tende che la Protezione Civile e Croce Rossa di Mirandola e Ravenna hanno montato per offrire supporto, personale medico e logistico come la fornitissima cucina e mensa da campo dove hanno potuto sfamare il centinaio di addetti allo scavo.

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I resti del pilota sono custoditi nel cimitero di Mirandola in attesa della identificazione.

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Il DB 605 alla luce, fuoriesce ancora liquido refrigerante e benzina avio.

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Targhetta apparato elettrico

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Veduta aerea ad inizio scavo (per gentile concessione di Daniele)

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La piastrina del pilota

Grazie alla piastrina e sopratutto agli amici della Luftwaffe in tre giorni riusciamo a risalire all'identità del pilota, confermando quanto scritto sui libri.

Pulizia dei reperti
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Fase di pulizia motore

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Daimler Benz DB-605

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la targhetta identificatrice velivolo

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Strumenti di bordo

Questo rapporto verrà aggiornato con nuove documentazioni, ringraziamo chi ci ha spedito materiale fotografico delle fasi del recupero.

Fonti Storiografiche e Bibliografia:
"Air War Italy 1944-45" di Nick Beale - Ferdinando D'Amico - Gabriele Valentini - Airlife Publishing Ltd

"Air War over Italy" di Andrew Brookes - Ian Allan Publishing

"446th Bombardment Squadron History - September 1944" Air Force Historical Researches Agency - Maxwell AFB - Alabama, USA

"Deutsche Dienstelle (WAST)" Eichborndamm 179, 13403 Berlin - Deutschland
“Geschichte des Jagdgerschwaders 77” del Dott. Jochen Prien - Volume IV, 1944-45
"Jagdgeschwader 77 Herz As" sito web: http://www.ww2.dk

Questo è il Romagna Air Finders.

reghena
07-08-2007, 23.42.24
Fabio, che dire a te e ai tuoi fantastici soci del R.A.F. se non AASSSSOOLLUUTTAAMMEENNTTEE FFAANNTTAASSTTIICCII !!! Che thriller la lettura del resoconto ! Coraggio, non fermarti: continua con il racconto ! Ciao, d.e.b.

enrico65
08-08-2007, 16.03.06
bravo,ottimo servizio,
10 e lode per l'impegno che ci mettete nell'effettuare le ricerche e i recuperi.
enrico

Armata Sarda
08-08-2007, 17.00.12
Con piacere vi rinnovo la mia stima! siete grandi!

Andrea Marighetti
08-08-2007, 19.24.37
vedo adesso questo stupendo reportage!meritate gli elogi più alti!grandiosi :tu1:

Prinz Eugen
08-08-2007, 19.58.26
Grande reportage Fabio ed importantissimo rinvenimento sopratutto dal punto della testimonianza anche spirituale...rimango però convinto che, romanticamente, al nostro pilota, non sarebbe dispiaciuto affatto, rimanere per sempre lì al posto di guida del SUO apparecchio.

Fabio RAF
08-08-2007, 20.45.41
Grande reportage Fabio ed importantissimo rinvenimento sopratutto dal punto della testimonianza anche spirituale...rimango però convinto che, romanticamente, al nostro pilota, non sarebbe dispiaciuto affatto, rimanere per sempre lì al posto di guida del SUO apparecchio.

Ciao Prinz Eugen, comprendo il tuo pensiero e accetto giustamente la tua opinione. Ma non è nello spirito dei RAF lasciarli là sotto.

Fabio Raimondi

Lafitte
08-08-2007, 21.08.35
Ottimo reportage Fabio, belle foto, lodevoli iniziative per il recupero di queste importanti testimonianze storiche, la piastrina poi è eccezzionale!! Complimenti!! :tu1::tu1::tu1:

Prinz Eugen
09-08-2007, 07.41.57
Ciao Prinz Eugen, comprendo il tuo pensiero e accetto giustamente la tua opinione. Ma non è nello spirito dei RAF lasciarli là sotto.

Fabio Raimondi

La mia era una "chiosa" romantica alla splendida attività che avete portato a compimento. Sono anche io convinto che si debba dare, ove possibile, una degna sepoltura ai Caduti.

Fabio RAF
11-08-2007, 17.52.51
La mia era una "chiosa" romantica alla splendida attività che avete portato a compimento. Sono anche io convinto che si debba dare, ove possibile, una degna sepoltura ai Caduti.

Certo Prinz Eugen! :tu1:

Appena avremo terminato la pulizia, vi mostrerò qualche oggetto personale di Volke

Ciao

Fabio

Bydand
12-08-2007, 12.19.19
Ottimo reportage Fabio RAF, molto emozionante !
La prossima volta però, per caricare le immagini usa il server del forum, come hai fatto per il tuo ultimo post.
Il regolamento di BMF vieta l'utilizzo di server esterni ...

Fabio RAF
12-08-2007, 20.20.08
Ottimo reportage Fabio RAF, molto emozionante !
La prossima volta però, per caricare le immagini usa il server del forum, come hai fatto per il tuo ultimo post.
Il regolamento di BMF vieta l'utilizzo di server esterni ...

Ciao Bydand, mi hanno già bacchettato e chiedo nuovamente scusa, ma purtroppo con il vostro server ho dei prob. :banghead1: Datemi un pò di tempo e caricherò le immagini come segnalato nel regolamento :tu1:

ciao

Fabio Raimondi

VECCHIA GUARDIA
15-08-2007, 10.48.08
... Ho letto su un quotidiano di qualche giorno fa (.. credo la Repubblica ..) un articolo in merito ....
Il tuo scritto e le bellissime immagini rendono onore alla paziente opera che svolgete.

:venera1::venera1::venera1::venera1:

Fabio RAF
15-08-2007, 17.46.00
Grazie VECCHIA GUARDIA grazie a tutti voi.

Sì! La Repubblica ha pubblicato un bell' articolo sul recupero di Volke, seppur con qualche inesattezza tecnica... Trovarsi in un quotidiano di questo livello è stato un bel regalo!
E' la parte storica la più difficile da compilare. Ma la firma di Michele Becchi, è sinonimo di competenza e rende la lettura del documento piacevole e coinvolgente.

Buon ferragosto :)

Fabio

Fabio RAF
15-08-2007, 23.24.21
Aggiornato il rapporto di Volke con foto inedite

http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=5219989


A presto

Fabio Raimondi

Fabio RAF
18-03-2010, 23.30.25
.

antonio
20-03-2010, 10.44.47
Carissimo Fabio RAF
leggo solo ora questa interessantissima discussione, annche se qualcosa (credo) avevo visto ad un'edizione di qualche anno fa a Militalia di Ferrara!
Che dire...non ho parole....un ritrovamento del genere non è cosa di tutti i giorni!!!
Siete stati fantastici, sia nella fase organizzativa (vedi permessi, autorizzazioni, fasi conoscitive, ecc...), sia nella fase più propriamente tecnica, che suppongo non di facile realizzazione.
BRAVI è dir poco, credimi! Tanta buona volontà è stata ripagata prima di tutto per il recupero dei resti del povero pilota, che finalmente ha avuto degna sepoltura ed ora riposa in pace ...ed i suoi cari possono ora portargli un fiore!!!
Molto importante è pure il recupero tecnico delle parti del velivolo ...una pagina di storia è stata finalmente ricostruita degnamente. Davvero molto interessanti certi reperti (anche quelli personali) che avete portato alla luce e davvero bello il reportage fotografico.
Un plauso a te e alla vostra fattiva associazione, unitamente alla sensibilità dimostrata dalle forze dell'ordine e da molteplici cittadini che "ricordavano" ...COMPLIMENTI VIVISIMI ed un sentito GRAZIE!!!!

Un analogo recupero lo avevavo fatto anni fa gli amici Andrea e Piero, titolari del negozio di surplus militare di Campoformido (UD)...stesse modalità...stesse difficoltà; ne avevi sentito parlare?


Un caro saluto

Antonio :tu1:

Gew44
20-03-2010, 11.10.51
Caro Fabio RAF,
mi accodo ai complimenti che meritate, tutti indistintamente.

BRAVI !!

partigiano
22-03-2010, 10.30.19
Bravissim,per Fortuna Sono Venuto In Possesso Di Frammenti Piccolissimi(gli Scartini) Ma Hanno Un Bel Valore Storico!!!!