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Visualizza la versione completa : Una giornata al Passo del Giogo


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07-10-2012, 10.49.02
Se un giorno vi doveste trovare nel Mugello, consiglio a tutti di fare una bella escursione al Passo del Giogo. Il luogo è incantevole, e cosa abbastanza rara da queste parti, i sentieri sono ben tracciati e curati, con una particolare attenzione a quanto avvenne settantanni fa.

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Il passo del Giogo era uno “Schwerpunkt” della Linea Gotica, assieme alla Futa e ai settori costieri sul Tirreno e sull’Adriatico. Incuneato tra il Monticelli ed il Monte Altuzzo, due montagne di oltre mille metri con pendii molto ripidi e strapiombi, lo stretto passaggio costituiva già di per sé un notevole ostacolo per chiunque avesse tentato di attraversarlo.

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Appena decisa la creazione della Linea Gotica, i Tedeschi iniziarono a fortificare l’area al pari della zona del passo della Futa. Tuttavia, a causa delle diverse caratteristiche orografiche, anche le postazioni difensive messe a punto furono molto diverse.

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Molte meno le difese anticarro - la strada si prestava male all’utilizzo in massa di mezzi corazzati- praticamente assenti i Bunker in cemento armato e a maggior ragione le postazioni dotate di torrette Panther (alla Futa invece ce ne erano diverse). A compensare queste mancanze, vi era l’asperità del terreno, che avrebbe permesso di tenere il passo con il solo utilizzo della fanteria. Le postazioni furono interamente scavate nel terreno ed a volte nella roccia. Profonde trincee scavate lungo i crinali o all’interno di speroni rocciosi davano campi di tiro tali da permettere di tenere a distanza con pochi uomini intere compagnie di assalitori.

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Su posizioni defilate dei rilievi, al riparo dei colpi diretti dell’artiglieria, vi erano numerosi rifugi e depositi, sempre scavati nel terreno e rinforzati con travi di legno.
A presidiare il settore fu scelto il 12° reggimento paracadutisti della quarta divisione Fallschirmjaeger. Un reparto d’élite nell’élite sulla carta, ma in pratica composto in massima parte da reclute e da personale tecnico trasferito in fanteria, uomini scarsamente addestrati al combattimento. Il loro numero era per di più esiguo, perché le forti perdite subite durante la lunga ritirata dei mesi precedenti (i più anziani avevano combattuto ad Anzio) erano state solo in parte ripianate dai nuovi arrivati. D’altro canto, questi soldati erano guidati da ufficiali e sottufficiali di grande esperienza e provato valore, disponevano di una potenza di fuoco a livello di reparto di gran lunga superiore a quella di una normale unità di fanteria tedesca, e la posizione dominante delle postazioni avrebbe permesso che venissero utilizzati al meglio.
I Tedeschi erano abbastanza sicuri che gli Americani avrebbero attaccato la Futa, la via più diretta per Bologna e con una conformazione del terreno più consona al movimento di grosse formazioni motorizzate e corazzate. E invece no, come non indovinarono lo sbarco in Normandia, non indovinarono neanche questa! Forse fu anche perché il comando della V Armata aveva sottovalutato il “fattore campo”, fatto sta’ che fu deciso di tentare lo sfondamento sul passo del Giogo, che appariva meno fortificato.
Sarebbe stata la 85th Infantry Division a dover prendere l’obiettivo, con la 91st in appoggio laterale ad ovest (a sinistra della strada provinciale 6524, con obiettivo il Monticelli) e la prima divisione di fanteria britannica ad est del Monte Altuzzo.

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Tutto iniziò con un pauroso bombardamento di artiglieria, dopo che nelle settimane precedenti ripetute incursioni aeree avevano martoriato i lavoratori della Todt che allestivano le difese e i soldati tedeschi che vi si stavano insediando. Tutta la zona ne fu devastata, degli alberi non rimasero in piedi che spuntoni bruciacchiati. Lo spesso strato di tronchi, rami e foglie finiti sul terreno costituirono un ulteriore intralcio all’avanzata alleata.

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Non mi dilungherò nel descrivere tutte le fasi della battaglia, del resto l’argomento è stato oggetto negli anni di centinaia di pagine di analisi e valutazioni. Basti sapere che questa durò dal 12 al 18 di settembre e che costò gravi perdite da entrambe le parti. Molti furono gli episodi di eroismo che si verificarono da ambo le parti nei numerosi attacchi e contrattacchi. Un americano, George D. Keathley del 338th Infantry si guadagnò la medaglia d’Onore del Congresso (alla memoria), la più alta ricompensa al valore degli Stati Uniti. Molte anche le croci di ferro concesse ai (pochi) sopravvissuti del FJR12.

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Nella notte tra il 17 e il 18 settembre, impiegate tutte le riserve disponibili e con le compagnie del FJR12 ridotte al lumicino, il Comando Tedesco ordinò la ritirata.

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I reparti ripiegarono lasciando piccoli nuclei di retroguardia per rallentare l’avanzata del nemico e per garantire agli altri uno sganciamento più sicuro. Le postazioni vennero abbandonate. Ecco come le trovarono gli Americani:

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Scendendo lungo la provinciale del Giogo in direzione nord, il 19 settembre gli Americani giunsero a Firenzuola, o meglio a ciò che ne rimaneva, e di lì proseguirono lungo il fiume Santerno con l’intento di prendere Imola.

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Ma lungo la strada per Imola si sarebbe presentato poco tempo dopo un altro possente ostacolo, che li avrebbe bloccati e costretti a fermarsi per l’inverno: il Monte Battaglia...

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Difficile quantificare il numero delle perdite, soprattutto per quanto riguarda la parte tedesca.Il solo 338° reggimento dichiarò di aver catturato circa 200 nemici tra membri del FJR12, Lehr Brigade, volontari italiani, Lituani e unità di supporto del I Fallschirmkorps. Il numero dei caduti e dei feriti non si saprà mai, anche perché molti furono letteralmente polverizzati dall’artiglieria alleata. Da parte americana i numeri sono più certi, e le perdite in seno all’intero II Corpo della V Armata nei cinque giorni di combattimento sono quantificate in circa 2700 tra morti, feriti e dispersi. Di certo quelle tedesche furono ben maggiori.

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Le tracce della guerra rimaste visibili sono molto meno appariscenti di quelle presenti al passo della Futa, ma è possibile ritrovarle con facilità grazie a degli itinerari appositamente predisposti e ben chiaramente segnalati.

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Prima dell’escursione però, suggerisco una visita al vicino museo di Ponzalla, piccola frazione lungo la strada provinciale, tra Scarperia ed il passo.

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Gestito dalla locale “Gotica Toscana Onlus”, è aperto il sabato e la domenica, con una sala dedicata ad esposizioni temporanee di vario genere ed una mostra permanente che illustra in modo dettagliato le varie fasi della battaglia. Vi è esposta una notevole quantità di reperti di scavo rinvenuti negli anni sul Giogo: armi, elmetti, piastrini, decorazioni di entrambe le parti.

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Sopra le vetrine, delle gigantografie illustrano le fasi della battaglia ed i movimenti delle truppe.

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La mostra temporanea viene invece rinnovata ogni sei mesi: la prima che è stata allestita riguardava il ruolo dell’artiglieria sulla Linea Gotica, quella attualmente visibile è invece sulla battaglia di El Alamein. Ecco alcune immagini relative alla passata mostra sull’artiglieria.

Ecco alcuni colpi, bossoli e contenitori di vario tipo e calibro.

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Uniformi tedesche...

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Ricostruzione...

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Spolette, volantini e attrezzature varie...

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All’ingresso c’è anche un piccolo shop dove è possibile acquistare interessanti volumi di storia militare e locale. Il personale è sempre ben disposto a dare tutti gli eventuali chiarimenti e consigli per la visita alle postazioni. Il biglietto d'ingresso costa 3 euro.
Il sito ufficiale: http://www.museogotica.it/

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Lasciata Ponzalla, ci possiamo incamminare verso il passo del Giogo. Ma prima di arrivare in cima, potremmo fermarci a visitare due monumenti eretti a ricordo delle unità che presero parte ai combattimenti. Il primo, dedicato al 361th Infantry regiment della 91st division, lo troviamo alla fine di una stradina laterale sulla sinistra della provinciale, tra Ponzalla e L’Omo Morto.

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Il secondo, più avanti, è un cippo a ricordo del 338th Infantry Regiment della 85th Infantry Division ed è sui tornanti della strada, a pochi chilometri dalla vetta. Dal monumento si apre una vista mozzafiato sulle pendici che furono sede dei più aspri combattimenti per prendere il monte Altuzzo.

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Per la pausa pranzo, se volete mangiar bene fermatevi dove vedete un nugolo di moto parcheggiate: la strada è una meta abituale per gli appassionati di motociclismo, che sanno sempre dove si mangia bene! C’è un’Osteria in località Omo Morto ed una proprio sul passo. Se non volete un pranzo completo, a richiesta fanno anche panini imbottiti!

Giunti sulla cima del passo, troviamo le indicazioni per raggiungere alcune delle principali postazioni difensive tedesche della zona.

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Un altro cartellone esplicativo...

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Il percorso è bellissimo, abbastanza agevole e ben tracciato, ma consiglio di farlo nella bella stagione perché il fondo bagnato o innevato potrebbe creare qualche difficoltà.

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Un cippo in mezzo alla foresta, posto a ricordo di un civile caduto durante un bombardamento. Probabilmente era un locale che lavorava alla Todt e che non fece in tempo a mettersi al riparo.

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Alcune delle postazioni visitabili sono scavate nella roccia, altre lo sono nella terra e sono state ripristinate e consolidate da Gotica Toscana Onlus, che le utilizza per la manifestazione “Un tuffo nella storia”, il museo all’aperto che si svolge ogni anno all’inizio dell’estate. Queste foto sono state scattate durante le ultime edizioni.

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Le trincee sono meno appariscenti, ma ancora abbastanza ben visibili. Ce ne sono moltissime e lascio a chi vorrà andare a vederle il piacere di riscoprirle. Eccone solo una per tutte, then & now compreso!

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07-10-2012, 12.38.06
Cos’altro rimane da vedere? Se vi avanza un po’ di tempo potreste fare una puntata a Scarperia, antico borgo medievale famoso per la produzione di coltelli.
http://www.borghitalia.it/html/borgo_it.php?codice_borgo=691

Sempre nella zona sorgono un golf club, l’autodromo del Mugello ed il lago di Bilancino (balneabile). Per un eventuale pernottamento le strutture non mancano, vista la vicinanza con l’autodromo. Personalmente consiglio un agriturismo: ce ne sono diversi nella zona ed a prezzi modici. L’uscita autostradale più vicina è quella di Barberino di Mugello, con annesso Outlet.

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Se avete un intero weekend libero, potreste unire la visita al Giogo con quella alla Futa, descritta in quest’altro thread:
http://www.blitzkriegmilitaria-forum.com/showthread.php?t=18326

E con questo è tutto:tu1:

mufasa
07-10-2012, 20.04.51
..... un altra bella "guida" come solo chi vive i posti e la storia col cuore e la passione 8e la consocenza) può scrivere.... semplicemente bravissomo Ironcrown!

Gew44
07-10-2012, 21.40.49
Grande Iron,
ottimo reportage.

Ciao

Fabio Cannilla
08-10-2012, 09.47.09
Passione vera e disinteressata condivisione.
Complimenti vivissimi!

Ironcrown
08-10-2012, 10.34.46
E chi l'ha detto che è disinteressata?
Voglio candidarmi come assessore al turismo :laughing1::laughing1::laughing1:

Fabio Cannilla
08-10-2012, 13.22.43
Potrei allora ambire a diventare tuo collega, assessore alle osterie!

bersagliere
11-10-2012, 00.55.13
Grazie, ottimo reportage.:tu1:

sturm38
15-10-2012, 17.36.08
Bello e affascinante complimenti Iron :venera1:

IVAN B
27-10-2012, 17.55.44
ottimo topic, molto esaustivo
grazie

Ironcrown
27-10-2012, 20.01.30
Grazie a tutti:tu1:

Ale_8200
06-11-2012, 01.20.04
E' un bellissimo reportage, complimenti, altro che le guide Michelin :swg1: